PUO' FALLIRE L'ACCOMANDANTE?

PUO' FALLIRE L'ACCOMANDANTE?

In linea teorica no, vista la limitazione di responsabilità prevista dalla legge. Nei casi però, in cui il socio accomandante, di fatto, si inserisce nella amministrazione della società, violando il divieto di immistione nella gestione della S.A.S., egli viene equiparato, a tutti gli effetti, ad un socio accomandatario. Se l'accomandante, in altri termini, si comporta come amministratore della società, ne risponde come gli altri amministratori; insomma: onori ma manche oneri. Questo perché, altrimenti, tutti farebbero la SAS di comodo con un prestanome accomandatario, in cui il vero "imprenditore" sarebbe l'accomandante che, con la protezione della responsabilità limitata, potrebbe invece agire indisturbato. Sul punto, inoltre, la Cassazione (sentenza 5069 del 28 febbraio 2017) ha deciso che l'accomandante dotato di procura institoria ampia, che compie atti di amministrazione ed esercita poteri gestori, può essere dichiarato personalmente fallito.


 


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