IN CASO DI VENDITA DELL'IMMOBILE OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, IL DIRITTO A FRUIRE DELLA DETRAZIONE, IN ASSENZA DI SPECIFICHE CLAUSOLE CONTRATTUALI, SI TRASFERISCE ALL'ACQUIRENTE O RESTA IN CAPO AL VENDITORE?

IN CASO DI VENDITA DELL'IMMOBILE OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, IL DIRITTO A FRUIRE DELLA DETRAZIONE, IN ASSENZA DI SPECIFICHE CLAUSOLE CONTRATTUALI, SI TRASFERISCE ALL'ACQUIRENTE O RESTA IN CAPO AL VENDITORE?

In base alla previgente disciplina, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte dal venditore spettava per i rimanenti periodi d’imposta all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare. In base alla disciplina applicabile dal 17 settembre 2011, data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 138/2011 (che ha introdotto i  commi 12-bis e 12-ter dell’art. 2) in caso di vendita dell'unità immobiliare le detrazioni “possono essere utilizzate dal venditore oppure possono essere trasferite per i rimanenti periodi di imposta... all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare”. In assenza di specifiche indicazioni nell’atto di trasferimento si ritiene che le detrazioni residue competano all’acquirente conformemente alla disciplina previgente. Sul punto si è pronunciata anche l'Agenzia Entrate con la Circolare 19/E del primo giugno 2012. In tal senso anche il comma 8 dell’art. 16-bis del TUIR secondo cui, a partire dal 2012, “In caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi ... la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare”. La disciplina vale per le detrazioni sia del 36% sia del 55%.


 


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