Nuovo regime fiscale

Nuovo regime fiscale

Dal primo gennaio 2014, molte delle conosciute agevolazioni fiscali in materia di trasferimenti immobiliari, sono state abrogate. Molte, non tutte, contrariamente a quanto potrebbe pensarsi da una prima lettura della norma.
L’articolo 10 del D. Lgs. 23/2011 stabilisce infatti, al comma 4, che in relazione ai trasferimenti immobiliari a titolo oneroso in genere, sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali.
Non trovano più applicazione, dunque, quelle previsioni normative che stabiliscono misure agevolate dell’imposta di registro intese quali riduzioni di aliquote, imposte fisse o esenzioni dall’imposta.

Tra queste:

- Agevolazioni per i piani di recupero ossia quelle previste per i trasferimenti di immobili compresi in piani di recupero ad iniziativa pubblica o privata, purché convenzionata, effettuati nei confronti dei soggetti che attuano il recupero, soggetti ad imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa. Dal 1° gennaio 2014, i trasferimenti a titolo oneroso aventi ad oggetto beni immobili compresi in piani di recupero, devono essere assoggettati ad imposta di registro nella misura proporzionale del 9% e alle imposte ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna; è evidente la differenza che ne risentirà il settore.

- Agevolazioni per i piani di insediamento produttivo e per l’edilizia economico popolare in virtù delle quali, per gli atti di trasferimento della proprietà delle aree destinate ad insediamenti produttivi, per gli atti di concessione del diritto di superficie sulle stesse aree, per gli atti di cessione a titolo gratuito delle aree a favore dei comuni o loro consorzi, nonché per gli atti e i contratti relativi all’attuazione dei programmi pubblici di edilizia residenziale, l’imposta di registro si applica in misura fissa. Non sono dovute le imposte ipotecaria e catastale. Dal 1° gennaio 2014, anche tali previsioni agevolative non trovano applicazione.

- Agevolazioni per i trasferimenti di immobili da Comuni a fondazioni o a società di cartolarizzazione o ad associazioni riconosciute. In questo caso i trasferimenti di immobili di proprietà dei comuni, in favore di fondazioni o società di cartolarizzazione, associazioni riconosciute erano esenti, tra l’altro, dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto. Dal 1° gennaio 2014, tali previsioni agevolative non più trovano applicazione.

Vi sono tuttavia delle agevolazioni rimaste in vigore, come peraltro confermato da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate.
La stessa amministrazione finanziaria conferma che alcune previsioni fiscali, funzionali alla disciplina di particolari istituti, che hanno una applicazione ampia, la cui riferibilità ai trasferimenti immobiliari è solo eventuale, non viene toccata dalla nuova disciplina.

Tra questi, la mediazione civile e commerciale, i procedimenti in materia di separazione e divorzio o la conciliazione giudiziale, che prevedono una normativa fiscale di carattere generale, che può trovare applicazione, tra l’altro, anche per i trasferimenti immobiliari, posti in essere nell’ambito degli stessi procedimenti.

L’Agenzia delle Entrate evidenzia inoltre che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota prot. n. 2.225 del 5 febbraio 2014, ha affermato che tali agevolazioni devono “essere ritenute ancora vigenti, atteso che appare ragionevole ritenere che l’intervento del legislatore non avesse la finalità di modificare, con un provvedimento di natura fiscale, il corretto svolgimento delle procedure in questione...”.

La mediazione è un istituto finalizzato alla conciliazione delle controversie civili e commerciali; al fine di incentivare l’accesso da parte dei cittadini a tale procedimento, che costituisce uno strumento di risoluzione delle controversie, alternativo a quello giudiziario, il legislatore ha introdotto una specifica disciplina fiscale di carattere agevolativo. Tutti gli atti, infatti, relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.

Tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di mantenimento, sono esenti dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.

Tali disposizioni di favore si riferiscono a tutti gli atti, documenti e provvedimenti che i coniugi pongono in essere nell’intento di regolare i rapporti giuridici ed economici ‘relativi’ al procedimento di scioglimento o di cessazione degli effetti civili dello stesso. Qualora nell’ambito di tali procedimenti, vengano posti in essere degli atti di trasferimento immobiliare, continuano ad applicarsi, anche successivamente al 1°gennaio 2014, le agevolazioni di cui sopra.

Vi è poi un particolare regime di esenzione fiscale per gli atti di conciliazione; sono esenti dall’imposta di registro i processi verbali di conciliazione di valore non superiore a lire 100 milioni (euro51.645,69). Tale previsione agevolativa funzionale all’istituto della conciliazione giudiziale trova applicazione anche in relazione ai verbali di conciliazione recanti trasferimenti di immobili o il trasferimento o la costituzione di diritti reali immobiliari di godimento, conclusi a decorrere dal1° gennaio 2014.

Sono rimaste, poi, altre agevolazioni quali quelle per la piccola proprietà contadina, per la partecipazione all’esposizione universale di Milano del 2015 (EXPO 2015), per gli apporti ai fondi immobiliari chiusi e per gli atti di riorganizzazione tra enti ossia gli atti aventi ad oggetto trasferimenti gratuiti di beni di qualsiasi natura, effettuati nell’ambito di operazioni di riorganizzazione tra enti appartenenti per legge, regolamento o statuto alla medesima struttura organizzativa politica, sindacale, di categoria, religiosa, assistenziale o culturale.

 


 


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