La recente legge di stabilità ha introdotto l’imposta del 4% per i contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto fabbricati strumentali, anche da costruire.
Chi è interessato dalla normativa?

La recente legge di stabilità ha introdotto l’imposta del 4% per i contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto fabbricati strumentali, anche da costruire.
Chi è interessato dalla normativa?

Tutti gli utilizzatori di beni strumentali (in genere macchinari, capannoni e simili) che si servono del meccanismo fornito dal contratto di leasing per svolgere la propria attività. In buona sostanza, gli imprenditori.

Vengono inoltre abrogati alcuni incentivi. Quali settori sono interessati?
Praticamente tutti.

Partiamo da un dato generale: per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi, sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali.
Il settore principalmente colpito è quello dell’edilizia.

Un’agevolazione su tutte è quella relativa al trasferimento di immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all’attuazione dei programmi di edilizia residenziale (in altri termini il terreno che acquista il costruttore per realizzare l’immobile); a condizione, infatti, che la costruzione dell’immobile fosse completata entro undici anni dalla stipula dell’atto, l’imposta di registro da pagarsi era dell’1%. Così non è più; dall’1/1/2014 si va al 9%.

È intuitivo capirne le conseguenze: maggiori costi a carico dell’utente finale, ossia l’acquirente della casa. Il settore imprenditoriale, in genere, è stato toccato. Sono state abrogate, infatti, le agevolazioni, fiscali e di altra natura, previste a favore delle reti di imprese e dei distretti produttivi.

In breve, le altre agevolazioni abrogate sono quelle relative: ai trasferimenti onerosi di beni di interesse storico; alle vendite da società che trasferiscono in IVA esente a soggetti di impresa che si impegnino a ritrasferire nel triennio successivo; ai trasferimenti a favore dello Stato, Province, Regioni e Comuni o Comunità montane; agli acquisti di terreni edificabili da parte di Cooperative di abitazione; ai trasferimenti a favore di Onlus e Ipab.
Sono salvi i trasferimenti immobiliari tra coniugi in esecuzione di accordi di separazione consensuale o di sentenza di divorzio (che sono esenti da qualsiasi imposta).

Anche il regime che determina il trasferimento dei terreni agricoli è stato modificato. Cosa cambierà?
Per i trasferimenti a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, con l’aliquota del 12% (prima era il 15%). Fortunatamente è stata mantenuta la c.d. agevolazione per l’arrotondamento della PPC (piccola proprietà contadina).

Trovano quindi applicazione l’imposta di registro di euro 200, l’imposta ipotecaria di euro 200, l’imposta catastale con l’aliquota dell’1%, la tassa ipotecaria e i tributi catastali, con esenzione da imposta di bollo.

 


 


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